Difficilmente una partita di pallone fa provare emozioni così contrastanti. Gioia, sorpresa ed estasi sono esplose nei tifosi accorsi al “Franco Ossola” prima del fischio d’inizio tra Varese e Juve Stabia, quando 2518 bambini sono entrati nel recinto di gioco e hanno fatto un giro di campo capeggiati da Nicola Laurenza con in braccio suo figlio, sua moglie Alessandra, il d.g. Enzo Montemurro e il d.g. del Settore Giovanile, Alessandro Andreini. Qualcosa di mai visto al “Franco Ossola”. Poi l’arbitro ha fischiato l’inizio e dal Settore Distinti, dove sono stati ospitati i bimbi dei settori giovanili delle più disparate realtà della nostra provincia, sono volati in cielo centinaia di palloncini biancorossi, qui c’è stata un po’ di commozione a pensare che salivano verso l’indimenticato Peo, verso i tifosi Alex Re e Natale Giorgietti, scomparsi recentemente, e verso tutti gli altri con il sangue biancorosso che adesso seguono il Varese da lassù.
Le emozioni non sono finite qui, e anzi si sono letteralmente scatenate quando il capitano Neto Pereira, al 7′, ha trovato il suo primo gol stagionale portando avanti il Varese. A fine primo tempo, in vantaggio per 1-0 e con un’occasione sprecata, è cresciuta la serenità sugli spalti: “Ce l’abbiamo in pugno, contro l’ultima in classifica si vince”.
Poi nella ripresa il Varese ha smesso di correre e allora spazio al timore. Subito dopo altra esultanza, quando Bressan ha parato il primo rigore, ma la paura è rimasta dietro l’angolo e si è concretizzata quando la Juve Stabia ha trovato il pari. Poi lo scoramento, quanto a Bressan non è riuscita la seconda impresa sull’altro rigore. Poco prima della fine c’è stato chi ha abbandonato lo stadio, chi ha pensato fosse finita, chi ha fatto partire i mugugni, chi ha aperto le critiche a Sottili, tutto questo mentre in campo c’era chi ci credeva, ovvero il falco Bjelanovic che in questa occasione non voleva di certo lasciare un’altra impronta negativa, e allora ha pensato bene di mettere pressione al portiere e di sfruttare la sua clamorosa papera realizzando il definitivo 2-2. La squadra ha esultato, ma il pubblico è rimasto quasi freddo, assolutamente non convinto della prova della sua squadra che non ha espresso la foga agonistica sempre dimostrata negli ultimi anni. La carica che invece hanno avuto i 2518 futuri giocatori e tifosi, lo stesso ardore messo in ogni nuova iniziativa dal presidente Nicola Laurenza. Perché la squadra non è riuscita a cogliere tutto ciò?
Varese-Juve Stabia ha così mostrato punti di forza, quelli fuori dal campo, e di debolezza, visti sul viscido terreno di gioco. Tutto è venuto a galla. Tante emozioni opposte tra loro, in così poco tempo, è difficile provarle. Forse il bello è proprio questo. E da Varese-Juve Stabia c’è tutto da imparare, dal lato positivo e da quello negativo.

FONTE: VareseSport.com

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